Lo stand di Personal Brewery montato per il BirrArt Europe

Personal Brewery al BirrArt Europe

Ancora una volta nell’Oltrepò Pavese terra di vini per eccellenza, si è svolta un’importante manifestazione che ha visto come protagonista indiscussa la birra e il team di Personal Brewery che l’ha prodotta durante l’evento BirrArt Europe.

Stiamo parlando del BirrArt di Casteggio che nella sua edizione Europe ha dato spazio alle birre straniere provenienti da ogni parte del mondo senza però dimenticare le splendide realtà produttive italiane che ci rendono unici nel panorama brassicolo internazionale.

Come nella precedente edizione di ottobre ci siamo impegnati per realizzare una cotta dimostrativa sul Beer Maker montato per l’occasione nel nostro stand, in modo da poter mostrare a tutti come nasce quello che gustano nel bicchiere visto che nella maggioranza dei casi il processo di birrificazione rimane ancora un interessante e magico mistero.

Jorge di Personal Brewery

Con l’aiuto di Andrea Mura, birraio responsabile della manifestazione, abbiamo anche avuto la possibilità di condurre gli appassionati presenti nella degustazione delle nostre birre, prodotte durante il Birrart Classic, con una ricetta frutto della collaborazione di tutti i birrai presenti, in cui ognuno di loro ci ha regalato spunti e consigli per ottenere la ricetta “perfetta”.

Jorge di Personal Brewery con il Birraio di Trubes Bier

Proprio durante queste degustazioni ci siamo resi conto della curiosità e della competenza di molti appassionati che non si accontentano più di chiedere una doppio malto, ma che vogliono imparare a distinguere gli stili e a cogliere tutte le sfumature che una bevanda così completa può offrire.

Lalla di Personal Brewery a tavola con il Birrificio Montegioco

Per noi è stata una bella soddisfazione vedere come le nostre birre siano state apprezzate creando curiosità, voglia di confrontarsi e di imparare, la stessa che abbiamo noi ogni qual volta parliamo con qualcuno, che sia un degustatore in erba, un homebrewer o un mastro birraio affermato.

La nostra Cream Ale al BirrArt Europe

Torniamo alla produzione, il pubblico al BirrArt Europe è numeroso e la cotta dimostrativa inizia ad entrare nel vivo. Per questa occasione abbiamo deciso di realizzare una Cream Ale, uno stile americano ingiustamente sottovalutato nei tempi moderni, ma che ha contribuito assieme alle California Common a creare un identità birraia a stelle e strisce, fondamentale nel periodo antecedente al buio e terrificante proibizionismo.

Prohibition-1

Non a caso questo stile birraio ha molto in comune con le Steam Beer , dove vengono utilizzati lieviti a bassa fermentazione fatti lavorare ad alte temperature, al contrario le Cream Ale vengono prodotte con lieviti Ale ad alta fermentazione tenuti a temperature basse, ma il comune denominatore può essere trovato nel fatto che entrambi gli stili hanno superato quasi indenni il periodo in cui il consumo d’alcol era bandito per legge.

Il profilo risultante è pulito e interessante, le basse temperature fanno si che si creino pochi esteri tipici dei lieviti Ale e l’uso del malto pale con l’aggiunta di cereali uniti ad un basso tenore alcolico, rendono questa birra molto fresca e perfetta per i mesi estivi.

L’equilibrio proprio dello stile è fondamentale per renderla godibile in ogni situazione, di conseguenza la ricetta che abbiamo progettato si ispira alle versioni più moderne di Cream Ale che si differenziano da quelle tradizionali per un più basso tenore alcolico e un uso più parsimonioso del luppolo, ma come sempre la nostra voglia di sperimentare ci ha portato ad introdurre alcune novità.

Versamento Malto e Ammostamento (Mash - in)

Andiamo con ordine, per quanto riguarda la fase di ammostamento la nostra ricetta prevede un unico step di temperatura a 65 gradi, questa scelta tipica delle Ale inglesi l’abbiamo fatta per sfruttare al meglio le Beta-Amilasi e con il loro aiuto ottenere una buona secchezza finale, passando alla luppolatura possiamo trovare la novità più importante: l’utilizzo di nuove varietà di luppoli aromatici tedeschi.

E’ la prima volta che abbiamo a che fare con queste nuove tipologie di luppoli, nati in Germania per sopperire alle esigenze dei produttori di creare birre che esulano dai classici stili tedeschi e che ammiccano ai sentori fruttati e agrumati delle loro sorelle d’oltreoceano.
Entrambe le varietà che abbiamo utilizzato sono nate a partire dal Cascade e sono state coltivate a Huell in Germania.

Per l’apporto di amaro quello che secondo noi si presta meglio è il Huell Melon, messo in commercio nel 2012 è caratterizzato da note di melone e albicocca. Considerato un luppolo da aroma e DryHop può anche essere usato per amaricare ottenendo un amaro più gentile e complesso da quello ceduto da luppoli specifici per questo ruolo.

Gettata Luppolo

Per l’aroma invece abbiamo optato per l’Hallertau Blanc, anch’esso nato a Huell ci restituisce note di tropicali, citriche e di frutti esotici, più simile alle tipologie pacifiche che ultimamente vanno per la maggiore.

Durante la delicata fase di filtraggio non ci sono stati problemi e abbiamo potuto rispondere alle numerose domande che ci sono state fatte da chi assisteva alla cotta, mentre il mosto separato dalla sua componente solida entrava nella caldaia di bollitura.

Estrazione delle Trebbie

Appena iniziata la bollitura, i birrai presenti al BirrArt Europe hanno potuto gettare il luppolo in una simbolica collaborazione che ci ha permesso apprezzare la loro competenza e la voglia di condividere con noi la loro esperienza professionale, come per esempio la diluizione del luppolo in pellet con il mosto caldo per evitare pericolose fuoriuscite di schiuma bollente durante le gettate.

Versamento del Luppolo in Caldaia

E’ stata un splendida giornata con moltissime persone che hanno piacevolmente invaso lo stand di Personal Brewery per curiosare, domandare e degustare assieme a noi le proprie birre prodotte in casa.
Non ci siamo fatti mancare proprio nulla, concludendo la giornata con un’interessante intervista televisiva in cui Laura spiega benissimo il nostro progetto.

Il mosto è pronto per essere messo nel fermentatore assieme al lievito americano precedentemente reidrato, ma prima dell’inoculo ne preleviamo qualche litro da tenere per il momento dell’imbottigliamento.

Questo mosto ci servirà per la rifermentazione in bottiglia di una parte della produzione e si rifà alla tecnica brassicola tradizionale tedesca rigidamente disciplinata dall’editto della purezza in cui l’uso dello zucchero non era contemplato e da cui le Cream Ale attingono a piene mani essendo delle birra prodotte in America, ma con tecniche e ingredienti portate dai primi coloni arrivati dall’Europa.

Il kräusening consiste nell’aggiungere al momento dell’imbottigliamento del mosto prelevato da una Cream Ale in produzione o come nel nostro esperimento dalla stessa cotta e conservato per poi essere utilizzato al posto del classico zucchero.

Questa tecnica essendo parte integrante della produzione storica di una Cream Ale e tutt’ora usata da alcuni produttori , ci ha incuriosito e abbiamo voluto riprodurla al BirrArt Europe e confrontarla con il classico priming, seguiteci sul blog e vi diremo com’è andata!

La ricetta della Birra Cream Ale

METODO: All GrainLITRI FINALI: 100OG: 1.050IBU: 16EBC: 8.5

Fermentabili:

  • 16 Kg Pale 2row (80%)
  • 2 Kg Fiocchi di mais (10%)
  • 1 Kg Melanoidin (5%)
  • 1 Kg Carapils (5%)

Luppoli:

  • 60g Huell Melon (AA 7%)            60 min.
  • 200g Hallertau Blanc (AA 7%)       0 min.

Lievito: Safeale American Ale US-05

Mash:

  • 65° 50 min
  • 78° mashout & sparge

Il Team di Personal Brewery